Concorso per l'ampliamento della scuola professionale Savoy con arch. Claudio Lucchin, Merano, Bolzano, Anno 2005

Concorso per l'ampliamento della scuola professionale Savoy con arch. Claudio Lucchin, Merano, Bolzano, Anno 2005

Il paesaggio costruisce l’architettura, l’architettura ri-costruisce il paesaggio. Ai toni cromatici del rame ossidato e naturale della texture del “monolite sospeso”, si oppone, enfatizzando la sensazione di leggerezza, (in una sorte di paradosso neoclassico), la permeabilità e la trasparenza del “basamento” vetrato. Essenziale e pura, la nuova costruzione si pone accanto all’edificio storico della scuola alberghiera esistente, allineandosi (con un asse immaginario) alla linea di gronda del tetto e alla doppia altezza del basamento (rigato) neoclassico.

Tale asse fissa il principio d’ordine del nuovo edificio, determinando così la netta separazione/slittamento tra i due volumi, l’involucro vetrato (nuovo basamento) che con leggerezza colloquiale si apre verso l’edificato e il paesaggio, e il verde parallelepipedo “sospeso” che, come il frammento di un orizzonte artificiale, rigenera ad ogni sguardo se stesso. Un'ala proiettata in avanti, sospesa, ... questa è l'immagine assunta dalle due fasce parallele, (di rame naturale) del ponte-passerella, che collegando le due scuole, ne garantisce attraverso la scala esterna, le vie di fuga. Un disegno geometrico rigoroso e poco propenso alle eccezioni, caratterizza l’aspetto del nuovo edificio.

Rigore che si riverbera anche negli accostamenti dei materiali delle facciate (vetro, rame ossidato e naturale), che rompendo la regolarità dell’”involucro sospeso”imprimono dinamismo alle facciate. Gli allineamenti orizzontali, le proporzioni, nonché le forature della nuova costruzione, riprendono armonizzandosi quelle del palazzo neoclassico adiacente (edificio scolastico esistente), creando così un’impressione di unità, sebbene i due edifici mantengano la propria identità e vecchio e nuovo risultino in un equilibrio di parti nettamente definite, nel nuovo tutto.

Particolare attenzione è stata rivolta all’uso della luce naturale, la cui presenza costante, modulata attraverso un rivestimento in rame ossidato microforato, è un “velo” in continua trasformazione che reagisce alla luce naturale e artificiale, grazie anche al movimento di apertura e chiusura delle lamine che formano l’involucro stesso, mutandone l’aspetto, scandendo luci e tempo con il trascorrere delle ore del giorno e della notte.

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